Speciale Nikon D700

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Speciale sulla nuova reflex professionale della casa giapponese.


Preceduta dal forse più originale tram tram di voci e smentite in libera circolazione sulla rete, arriva chiaro da parte di Nikon l'annucio di questa attesa reflex. Le informazioni veicolate e pubblicate qualche giorno fa anche da noi con buono spirito di avventura, sono assolutamente in linea con quelle ora ufficiali.
Sul sito della casa è disponibile una presentazione interattiva completa, e l'autorevole sito dpreview ha pubblicato una completa anteprima su di un esemplare di preproduzione.

Il nostro interrogativo più pressante ha avuto oggi una felice risposta. Quali sono le reali differenze con la attuale ammiraglia D3? Sorprendentemente Nikon ha rilasciato un prodotto che si mette in seria competizione col proprio modello di punta, ed a nostro giudizio, lo migliora abbattendone il prezzo di vendita. Vediamo il perchè attraverso una rapida analisi delle caratteristiche.
Corpo macchina

Il corpo della D700 è molto simile a quello della D300. La differenza più evidente la troviamo nel pentaprisma e relativo mirino, più importanti per dimensioni. E' una scelta naturale dovuta all'adozione di un sensore di area maggiore. Ne gioverà sopratutto la visione attraverso il mirino, più ampia ed a seconda dell'ottica, più luminosa. Un vero piacere per chi proviene dal mondo della pellicola 35 mm e che non si è mai abituato agli scomodi mirini delle prime digitali. L'area inquadrata è del 95% ed il mirino possiede una tendina di oscuramento incorporata.
Secondo una tendenza ormai sempre più consolidata nel mondo professionale è stato mantenuto il piccolo flash al di sopra del pentaprisma. Anche se può costituire un punto più debole nella massiccia struttura è uno strumento utile in molti ambiti per attivare le servocellule dei flash ausiliari. La presenza dunque del flash su questa classe di macchina abbatte ancora una volta quella barriera psicologica che rendeva una buona macchina solo uno strumento poco più che amatoriale.
nikon D700 corpo nikon D700 corpo 02 nikon D700 (MB-D10)

La struttura è in lega di magnesio ed alluminio con le guarnizioni a protezione di polvere, umidità e condensa. Conoscendo il corpo della D300 si può già dedurre l'eccellenza della costruzione e la sensazione di solidità trasmessa. Complice anche un'ergonomia che si apprezza fin dalla prima volta che si impugna. Il peso dichiarato è 995g senza batteria.
L'impugnatura verticale inclusiva di pacco batterie aggiuntive è opzionale ed è compatibile anche con la d300 (MB-D10). La sua accoppiata con la macchina aumenta le dimensioni raggiungono e superano di qualche millimetro in altezza quelle della D3.
Oltre alla maggior autonomia l'impugnatura verticale consente una raffica di scatto di 8 fps, che altrimenti sarebbe di 5 fps. Inoltre chi usa spesso l'inquadratura verticale troverà ergonomiamente molto utile questo accessorio.
Ultima considerazione positiva che, per sua natura, è soggettiva la facciamo sull'estetica ben riuscita, che è riflesso armonico della sua ergonomia. Questo è un dato di relativa importanza, e senza estremizzare, può aiutare il fotografo nello stabilire il giusto rapporto col proprio strumento di lavoro. Il disegno è italiano, del celeberrimo designer di automobili Giorgetto Giugiaro che ha curato negli ultimi 25 anni altri modelli di punta Nikon (F3, F4, F5, F6, D1x/h, D2x/h, D300, D3). Da una sua intervista: "...non credo che il design debba essere la priorità pricipale per una camera, ma in una camera professionale questo conferisce qualità aggiuntiva. Una camera deve in primo luogo e sopra a tutto funzionare come una camera. E' tuttavia naturale per qualcosa che sia funzionale evolvere in qualcosa di bello. Una camera deve essere bella, ed allo stesso tempo ha bisogno di un tocco che la renda differente, che le dia una personalità. Tutto sommato ognuno ricerca un feeling con la propria camera, dal momento che vuole esprimere le proprie emozioni..."


Sensore

Il sensore è lo stesso montato sulla D3 e denominato FX, che dal momento della sua introduzione ha contribuito ad un cambio di strategia per Nikon, da sempre legata ai sensori di formato DX (23,6mm x 15.8mm) anche per la fascia alta.
Caratteristica saliente di questo sensore a tecnologia CMOS e concepito dalla stessa Nikon è la dimensione di 36mm x 23.9 mm che di fatto lo rende uguale al formato piccolo a pellicola 36mm x 24mm. Questa scelta si allinea con quella di Canon che già da tempo produce macchine con questo formato.
nikon D700 sensore nikon D700 sensore

Il vantaggio più evidente del formato FX è la riduzione del rumore digitale: con un interspazio di 8.45µm (pixel pitch) trai singoli elementi fotoricettori è possibile diminuire il guadagno digitale e di conseguenza il rumore a parità di sensibilità.
Il sensore FX in effetti produce immagini con una "pulizia" senza precedenti che permette di scattare con efficacia fino alla sensibilità di 6.400 iso. Sono previste sensibilità supplementari, addirittura 25.600 iso (giungendo però, per stessa amissione di Nikon, a seri compromessi qualitativi). Questo apre nuove frontiere per la fotografia sportiva in ambienti chiusi o notturni, dove spesso sono necessari tempi non superiori al 1/500 di secondo.
Altro vantaggio di questo formato è la possibilità di usare le ottiche grandangolari sfruttando appieno la focale minima che produrrà immagini con un angolo di campo maggiore rispetto ad un formato più piccolo. Fino a qualche tempo addietro questo era un vantaggio ancor più sentito per la mancanza, ormai sopperita, di ottiche con focale estremamente corta.
Ultima nota, come già accennato nel paragrafo precedente, la visione nel mirino è più ampia e consente una migliore visione dei dettagli ed una messa a fuoco più accurata.
Non sentiamo tuttavia di poter dichiarare una superiorità del formato FX rispetto al DX: ognuno trova giusta applicazione a seconda delle varie esigenze. Difatti un sensore più piccolo ha dalla sua parte altri vantaggi notevoli: una maggiore compattezza, leggerezza ed economicità delle ottiche. Uno sfruttamento pieno della focale lunga nei teleobbiettivi, una inferiore caduta di nitidezza ai bordi del fotogramma.
Un bonus rispetto alla D3 è il sistema di pulizia del sensore dalla polvere. Anche se questo tipo di sistema può aiutare in svariati casi, non risolve il problema alla radice.
Nikon ha scelto di non aumentare la risoluzione sul nuovo sensore: 12.1 Mpixel con 8.45µm di pixel pitch permetterano risultati eccellenti già visti con la D3. Un ottimo equilibrio ed una scelta oculata per una macchina destinata ad un pubblico certamente meno sensibile alle spinte pubblicitarie che fanno leva sul numero sempre crescente dei pixel, spesso purtroppo concentrati su aree che, al contrario, non crescono.
Infine sarà sempre possibile utilizzare anche ottiche con formato DX, però con un angolo di campo ridotto di 1,5 volte ed una risoluzione di 5.1 Mpixel. Non è possibile un guadagno di prestazioni (fps) nello scatto continuo come è invece possibile con la D3.




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