Viaggiare con l'attrezzatura fotografica in aereo. I parte.
Mercoledì 22 Luglio 2009
|
Scritto da Riccardo
L'aereo può essere molto conveniente per spostarsi. Il low-cost, prima limitato ai soli voli continentali è ora una realtà anche per chi vuole raggiungere mete ancor più lontane. Le offerte sono molte, alcune troppo vantaggiose per non celare condizioni penalizzanti, soprattutto nelle tratte continentali. Il modo di fare pubblicità spesso infatti trae in inganno.
In genere il pubblico più giovane è disposto a qualche sacrificio in più pur di risparmiare. Anche chi si muove sporadicamente può trarre piacere da ogni momento del viaggio, inlcusi preparativi e spostamenti. Piccoli imprevisti possono essere gestiti con un poco di spirito di avventura.
Chi viaggia per lavoro e con frequenza ha invece bisogno della necessaria comodità: si moltiplicano i tempi di attesa, dei controlli ed ogni dimenticanza può costare caro. Chi viaggia spesso non ha molta libertà di scelta trai vari giorni della settimana ed a volte anche sugli orari della giornata. Può capitare di dover prenotare con poche ore di anticipo.
Queste condizioni rendono difficile affidarsi ai voli a basso costo. Per di più viaggi più lunghi di 4 ore sono realmente scomodi, e dormire spesso su una poltrona piccola può a lungo andare creare diversi problemi. Chi soffre d'insonnia accuserà ancor più i cambi di fuso orario. I piloti suggeriscono di adeguarsi immediatamente al nuovo orario. Personalmente non ho trovato una formula magica per questo, ciò che è sicuro è che i viaggi da Est ad Ovest sono meno traumatizzanti. Ne viene che spostarsi in questa direzione per recarsi nel luogo prescelto rappresenta la situazione migliore: rimanderete così il "trauma" più importante al ritorno, quando avete davanti a voi ormai poche incognite e possibilmente il comodo letto di casa.
Eliminare il superfluo
Il fotografo ha la necessità di portare con sè, oltre al bagaglio normale, il bagaglio dell'attrezzatura. Chi ha un minimo di esperienza sa bene cosa gli sarà necessario e cosa è superfluo.
Se siete alle prime armi non consiglio di esagerare con l'attrezzatura. Lasciate a casa il più possibile. Portare con sè una super lente od il laptop può essere controproducente. Si tende sempre a sottostimare il peso a priori. Quando viaggiate tutto cambia ed ogni grammo in più spezza la schiena! siate onesti su ciò che vi serve realmente. Un'attrezzatura professionale ed ingombrante nella situazione sbagliata vi farà produrre risultati da principianti.
Spesso si crede di non poter fare a meno dell'attrezzatura appena acquistata, ma se già sapete che le foto vi serviranno per condividerle tra gli amici in rete o poco più, una buona compatta tascabile vi farà godere del viaggio molto meglio, le vostre foto saranno più belle e perderete meno occasioni.
Anni addietro portavo con me solo una relex a pellicola con un 28-80m che lasciavo regoralmente nel mio alloggio in favore di una Minox a pellicola con lente da 35mm. Oggi le cose sono un po' cambiate, i viaggi di solo piacere si sono ridotti, e a dire il vero, se da un lato non ho trovato una compatta digitale molto usabile, spesso ho la necessità di produrre stampe realizzabili solo con una reflex.
In ogni caso, per quanto possibile, preferisco di gran lunga rimanere relativamente leggero in ogni occasione. Non uso di frequente focali lunghe e pesanti, il che aiuta. Porto un secondo corpo macchina solo se devo svolgere un lavoro dove ho bisogno di due lenti senza tempi di attesa per il cambio: in quelle occasioni dove le cose avvengono rapidamente e non è permesso mancare il momento. Il tutto in una borsa o zaino. Una scorta la ritengo utile solo per quei luoghi dove non sia disponibile o non sia conveniente un noleggio. Purtroppo il corpo macchina che uso, da solo, supera il kilo di peso. Il digitale ha eliminato la necessità delle pellicole e della loro organizazione, ma ha introdotto molti nuovi accessori, cavi e una maggiore dipendenza dall'energia elettrica.
Almeno 2-3 volte l'anno devo portare il notebook, per gli spostamenti a lungo termine. Altra borsa che con cavetti e accesori vari aggiungono buoni 5 kg.
Una variabile importante è naturalmente il luogo di destinazione. Se la meta è un luogo un po' fuori mano ed avventurosa, portate il necessario pensando anche agli inconvenienti. In alcuni luoghi la polvere e la terra sono un vero problema. Attrezzatevi per la pulizia. Ma non azzardate quella del sensore a meno che non abbiate una lunga esperienza ed un luogo più che adatto per portarla a termine con successo. Altrimenti è garantito peggiorarne le condizioni.
Il noleggio come emergenza
Se vi dirigete verso un grande centro abitato, lasciate a casa una eventuale camera di scorta. Nella sfortunata eventualità di un guasto potete sempre considerare il noleggio. Non disdegnate questa possibilità anche nel caso abbiate bisogno di attrezzatura molto ingombrante inclusi treppiedi: troverete sul posto tutto già pronto. Informatevi prima attraverso la rete per la disponibilità e la raggiungibilità di un noleggio e della possibilità di restituire il tutto in un luogo diverso da quello di partenza. In molti paesi per questo particolare settore si usa più flessibilità e immediatezza che in Italia, considerando che vi rivolgerete a servizi che non conoscete direttamente.
Il bagaglio a mano
Se non potete rinuciare ad un'attrezzatura consistente dovrete ingegnarvi per poter caricare il tutto con voi in cabina. Esistono limiti di peso e d'ingombro per il bagaglio a mano.
In realtà l'ingombro è quello che conta, il peso viene in genere controllato sporadicamente, per lo meno nei voli di linea. E nell'eventualità non è difficile usare qualche escamotage: secondo regolamento Enac ci sono degli extra oltre la il bagaglio a mano: è possibile portare con sè anche la borsa portadocumenti o porta lap-top: con un poco d'attenzione ci si mettono oggetti piccoli ma pesanti. La macchina con lente si può portare al collo. 12 e più kg totali contro i 4-5 massimi non mi hanno mai creato problemi. In inverno, o comunque se incontrerete un clima diverso all'arrivo, un giaccone può aiutare ulteriormente a mettere qualche oggetto. Ma siate pronti per uno spogliarello da contorsionisti ai controlli di sicurezza.
Si trovano in vendita dei trolley specifici per fotografi, hanno persino la tasca per il lap-top. Tutto nella dimensione massima consentita. Considerate però che l'uso di un troley simile risulta pratico solo nei viaggi di trasferimento.
Non dimenticare comunque gli effetti personali indispensabili e sopratutto un maglione di lana (sulle spalle) anche in piena estate per proteggersi dall'aria condizionata.
La stiva
Solo ipotizzare la stiva per l'attrezzatura è sconsiderato: i bagagli vengono fatti cadere a gravità da altezze superiori ai due metri, ma soprattutto è frequente che vadano perduti. Le probabilità aumentano sulle lunghe tratte con uno o più scali. Quindi in stiva evitate di mettere anche qualsiasi copia unica di documenti elettronici e cartacei e tutto ciò che ha un valore alto. Per i vestiti anche se costosi, purtroppo non rimane altro posto se avete già riempito il resto. Io metto anche la borsa o lo zaino (vuoti e ripiegati) che userò sul posto per fotografare, un treppiede smontato ed in caso di necessità tutti quegli oggetti non eccessivamente costosi, pesanti e facilmente rimpiazzabili come le batterie di scorta.
In ogni caso per 7-10 € è possibile avvolgere il bagaglio nella plastica. E' utile perchè negli urti evita la lacerazione del tessuto lungo le cerniere lampo, soggette a forti tensioni. Nei trolley da 20-30 € sono molto delicate. Un piccolo strappo si allarga istantaneamente aprendo il tutto senza la speranza che nessuno rimetterà niente dentro, così il bagaglio andrà smarrito.
Fate attenzione che non tutti quelli che offrono il servizio di sigillatura offrono anche un'assicurazione. Quelli che la offrono tendono a dimenticarsi (l'ho sempre dovuto richiedere) di consegnarvi la ricevuta. Senza ricevuta non avrete modo di pretendere nulla in caso di smarrimento.
Se pensate che un lucchetto possa essere sufficiente, usate quelli di tipo TSA (transportation Security Administration) per permette eventuali controlli.
Una regola valida per entrambi i bagagli è quella di lasciare sempre almeno un 20% dello spazio libero: preparando il viaggio di ritorno capirete il perchè.
Non sottovalutate questo consiglio, potreste anche rischiare di perdere l'aereo nel tentativo di quadrare il cerchio e di capire perchè la valigia non si chiude anche se avete le stesse cose con cui siete arrivati.
In casi eccezionali o per trasferimenti stagionali esistono bagagli che superano i 140 litri di volume come quelli per le attrezzature subacquee. Si trovano a buon prezzo ma la tariffa addizionale per il peso sarà salata. Ogni kilo in più dei 20kg standard ha prezzi alti. L'ultima delle strategie delle compagnie low-cost è quella di far pagare comunque il bagaglio in stiva.
Viaggiare in compagnia
Se viaggiate in compagnia i pesi si possono meglio distribuire. Ma tenete bene a mente quale sarà lo scopo del vostro viaggio: se sarà di piacere date risalto allo svago. E' infatti molto difficile conciliare le esigenze di tutti con il vostro istinto fotografico. Se volete raggiungere un'altura per ritrarre un bel panorama considerate che il fatto di aspettarvi non farà parte delle intenzioni del gruppo e voi dovrete rinunciare a molte occasioni simili. Inoltre mezz'ora dietro al mirino sembreranno 5 minuti. Ma non per i vostri amici. Se proprio è questa la unica occasione di fotograre luoghi lontani durante l'anno, considerate 1-2 giorni per voi, lontano dal gruppo, se possibile.
Ci sono anche agenzie che organizzano viaggi dal carattere fotografico di gruppo. Se non vi disturba l'idea di fotografare gli stessi soggetti, gli stessi luoghi e situazioni con altri, optate per questi. Sono workshop utili per chi vuole imparare dalla propria guida e dai compagni. Per le agenzie rappresentano un discreto business, sebbene possano risultare avvilenti chi ha un po' più di esperienza ed un istinto creativo individuale, quello che in fondo è il più caratterisco per un fotografo.
Se poi dovete svolgere un lavoro considerate invece la presenza di una persona che vi aiuti.
A volte un amico sarà ben felice di accompagnarvi ed aiutarvi. Certamente le spese sarranno a vostro carico, ma non raddoppieranno. Valutate bene ed informatelo sul lavoro da svolgere e che il viaggio non sarà solo svago.
Carichi pesanti - fotografia di natura e di stage
Il fotografo naturalista è uno dei più penalizzati perchè utilizza lenti pesanti e lunghe. Alcuni portano con sè casse intere per muoversi in territori difficili e remoti. Nel caso vi affidiate a guide e trasportatori locali assicuratevi che godano delle vostre stesse condizioni e offrite loro il giusto compenso senza approffitare di eventuali condizioni economiche disagiate: ne tratterete solo vantaggio. Attenzione anche al contrario, a non incappare in situazioni nelle quali lo straniero può essere taglieggiato. Informarsi prima è utile. Ad esempio per entrare nell'area archeologica di Macchu Picchu in Perù dovrete sborsare 100 $ se avete con voi una lente superiore ai 200mm. Anche se è quello standard di una compatta.
Se fotografate in studio potreste pensare di trasportare parte dell'attrezzatura, come stativi, softbox, ombrelli e flash. I set vengono in genere venduti in comode, ma lunghe e pesanti borse. Quindi è da escludere la cabina. La stiva è un'opzione rischiosa per i motivi già esposti, in particolare le lampade dei flash potrebbero risentirne. Il noleggio di uno studio sul posto (se presente!) rimane la scelta più lungimirante. Forse non troverete l'attrezzatura identica alla vostra (situazione più probabile con obbiettivi o reflex) ma in genere per un prezzo ragionevole avrete a disposizione quasi tutto a cominciare da uno spazio adatto.
Se tutto ciò non va bene, per voi rimane soltanto la spedizione assicurata. Tenete in conto però i ritardi eventuali. Usate il corriere per avere più garanzie. Le spedizioni ordinarie in Italia subiscono i noti rallentamenti, in altri paesi potrebbero non arrivare proprio (diversi casi segnalati in Latinoamerica).
Non ho esperienze con le spedizioni di materiale fotografico, come già detto, per il mio lavoro abituale la leggerezza per me è un vantaggio. Tuttavia se dovessi avere bisogno della spezione per prima cosa valuterei il costo (in tempo e denaro, di andata e di ritorno) in relazione al budget disponibile ed all'eventuale guadagno finale dell'operazione. Cercherei di rimanere entro i limiti possibili al fotografo individuale, e non di una troupe!
Infine questi due documenti dell'Enac Italia possono risultare utili:
http://www.enac-italia.it/repository/contentmanagement/node/n968930132/apt_09.pdf
http://www.enac-italia.it/repository/contentmanagement/node/n756388735/cdp_5ed2ristampa_accessibile.pdf
- La seconda parte dell'articolo: Controlli di sicurezza
| < Prec. |
|---|



mantieniti aggiornato sulle prossime uscite





