La celebrazione del crocifisso di Nemi
Nemi (Roma) mattina del 13 settembre 2009
Nel fine settimana del 12 -13 settembre mi trovavo a Nemi, nei Castelli Romani, per riposare un paio di giorni. Domenica 13 ho avuto, però, occasione di documentare una cerimonia religiosa:
la deposizione del Crocifisso dalla nicchia collocata nell'abside dell'omonima chiesa che lo ospita e la processione che si è snodata lungo le strade del paese.
L'evento è stato organizzato in occasione del 340° anniversario della realizzazione della statua lignea ad opera del frate Vincenzo da Bassiano nel 1669.
La statua che, come già detto risiede nella chiesa del crocifisso, è stata spostata fino al 27 sett nel duomo di S.Maria del Pozzo. L'evento viene ripetuto solo ogni molti anni, in occasione degli anniversari più significativi. Il soggetto di tutte le foto riportate è sempre il Crocifisso dal momento in cui è stato adagiato e messo a disposizione dei fedeli per l'adorazione fino al momento della sua nuova e temporanea sistemazione.
Si narra come lo scultore fu preso da sconforto non riuscendo a terminare la raffigurazione del volto dell'opera come desiderava. Secondo la leggenda però "egli un dì ritrovò il di lei volto perfettamente compiuto di mano invisibile" (Padre Casimiro da Roma,1744).
Non ci sono però alcune tracce documentali che diano forza alla credenza, alimentata probabilmente dalla grande espressività e drammatica sofferenza che il volto comunica ai suoi osservatori, ad opera di un semplice frate che si dedicava alla scultura saltuariamente.
Sul dorso della statua si trova una cavità utilizzata come reliquiario. Mi è stato chiesto di mettere questo reportage fotografico all'interno del crocifisso.
L'evento è stato organizzato in occasione del 340° anniversario della realizzazione della statua lignea ad opera del frate Vincenzo da Bassiano nel 1669.
La statua che, come già detto risiede nella chiesa del crocifisso, è stata spostata fino al 27 sett nel duomo di S.Maria del Pozzo. L'evento viene ripetuto solo ogni molti anni, in occasione degli anniversari più significativi. Il soggetto di tutte le foto riportate è sempre il Crocifisso dal momento in cui è stato adagiato e messo a disposizione dei fedeli per l'adorazione fino al momento della sua nuova e temporanea sistemazione.
Si narra come lo scultore fu preso da sconforto non riuscendo a terminare la raffigurazione del volto dell'opera come desiderava. Secondo la leggenda però "egli un dì ritrovò il di lei volto perfettamente compiuto di mano invisibile" (Padre Casimiro da Roma,1744).
Non ci sono però alcune tracce documentali che diano forza alla credenza, alimentata probabilmente dalla grande espressività e drammatica sofferenza che il volto comunica ai suoi osservatori, ad opera di un semplice frate che si dedicava alla scultura saltuariamente.
Sul dorso della statua si trova una cavità utilizzata come reliquiario. Mi è stato chiesto di mettere questo reportage fotografico all'interno del crocifisso.

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Lunedì 21 Settembre 2009





















