Mustang, Nepal
Giovedì 23 Ottobre 2008
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Scritto da Paolo Artuso
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Mustang, Nepal
Queste immagini sono state scattate lo scorso agosto nel Mustang, un piccolo stato del Nepal che si trova a nord di Pokhara, a ridosso del Tibet. Si tratta di una regione che può essere raggiunta soltanto a piedi e che richiede un permesso speciale per entrare. Aperto al turismo dal 1992, il Mustang ospita ogni anno poco più di un migliaio di turisti. La cultura, la lingua e la religione sono di tipo tibetano.
Il trekking classico si svolge sulla strada che da Jomson passa per Kagbeni (la vera porta del Mustang) e attraverso Cheli, Geling, Tsarang arriva alla capitale: Lo Manthang, posta a circa 3700 metri. Il trekking si svolge a un’altitudine compresa tra i 2800 metri di Jomson fino ad alcuni passi a oltre 4000 metri. Nel caso specifico, il mio viaggio prevedeva una estensione, poco frequentata, verso i laghi del Damodar Kund posti a circa 5000 metri (con due passi a oltre 5000 per raggiungerli). Questo ha reso il viaggio più impervio e difficoltoso. La luce è stata spesso impietosa: piatta e con cieli poco sereni, grazie all’insolita influenza del monsone. Essendo un altipiano d’alta quota attraversato da canyon molto profondi, il più profondo dei quali è quello scavato dal fiume Kali Gandakhi, il paesaggio è perlopiù arido e roccioso con coltivazioni e zone di verde soltanto in prossimità dei villaggi. Fotograficamente questi ultimi si prestano a situazioni molto interessanti di vita quotidiana. Le persone sono un po’ schive, ma con un po’ di fortuna e cercando di farsi accettare prima di scattare, si possono cogliere scene interessanti.
Chi sono: lavoro in una grande azienda di servizi dove mi occupo di comunicazione. Inoltre, insegno filosofia della scienza a contratto all’Università di Cassino. Miei lavori fotografici sono apparsi su Fotografia Reflex, Tutti Fotografi e Repubblica.it.
Per vedere altre mie foto: www.paoloartuso.it
Il trekking classico si svolge sulla strada che da Jomson passa per Kagbeni (la vera porta del Mustang) e attraverso Cheli, Geling, Tsarang arriva alla capitale: Lo Manthang, posta a circa 3700 metri. Il trekking si svolge a un’altitudine compresa tra i 2800 metri di Jomson fino ad alcuni passi a oltre 4000 metri. Nel caso specifico, il mio viaggio prevedeva una estensione, poco frequentata, verso i laghi del Damodar Kund posti a circa 5000 metri (con due passi a oltre 5000 per raggiungerli). Questo ha reso il viaggio più impervio e difficoltoso. La luce è stata spesso impietosa: piatta e con cieli poco sereni, grazie all’insolita influenza del monsone. Essendo un altipiano d’alta quota attraversato da canyon molto profondi, il più profondo dei quali è quello scavato dal fiume Kali Gandakhi, il paesaggio è perlopiù arido e roccioso con coltivazioni e zone di verde soltanto in prossimità dei villaggi. Fotograficamente questi ultimi si prestano a situazioni molto interessanti di vita quotidiana. Le persone sono un po’ schive, ma con un po’ di fortuna e cercando di farsi accettare prima di scattare, si possono cogliere scene interessanti.
Chi sono: lavoro in una grande azienda di servizi dove mi occupo di comunicazione. Inoltre, insegno filosofia della scienza a contratto all’Università di Cassino. Miei lavori fotografici sono apparsi su Fotografia Reflex, Tutti Fotografi e Repubblica.it.
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